Oggi ricorre la Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, che per molti significa regalare un bel mazzo di mimose alle donne della propria vita e il proprio dovere è fatto ma no, fidatevi, non è questo. Intanto non è una festa, non c’è niente da festeggiare. È una ricorrenza, un promemoria, una giornata che serve a ricordare a tutti che c’è questa parte di popolazione mondiale con genoma femminile nel dna che si trova, nel 2021, ancora, a dover lottare per i propri diritti. E quindi abbiamo istituito questa giornata internazionale, che ricorre l’8 marzo di ogni anno, per ricordare tutte le conquiste sociali ed economiche che abbiamo fatto nel tempo, ma anche tutte le discriminazioni e le violenze di cui, ancora, siamo vittime tutti i giorni.
Nata nel 1909 negli Stati Uniti d’America, compie quest’anno 112 anni. Le conquiste nei diritti delle donne sono state tante, tantissime. In un secolo sono cambiate tante cose, ma non abbastanza. La vera vittoria sarà quando si potrà accantonare questa ricorrenza, quando si potrà fare a meno di ricordare che abbiamo dei diritti e ne meritiamo altri, quando denunciando una violenza non ci sentiremo chiedere “ma signorina, lei, come era vestita?”. Perché spesso le donne sono vittime, ma con aggravante, e chi molesta, violenta, uccide ha l’attenuante. L’amava troppo, era un gigante buono, ma lei l’ha provocato, e intanto continuiamo a sotterrare donne e giustificare mostri. E quindi siamo qui, a ricordarvi che le mimose potete lasciarle attaccate all’albero che poi ci fanno venire l’allergia – e di questi tempi è meglio non starnutire – e piuttosto che di fiori, si potrebbe parlare di diritti, di leggi più giuste, di responsabilità, di parità.





Storie di donne che hanno fatto la storia:
Oggi, in questa importante giornata, abbiamo voluto raccontarvi di alcune delle donne che hanno fatto la storia, donne realmente esistite e nostre contemporanee, ma anche donne di fantasia che influenzano da secoli la nostra cultura.
Rita Levi Montalcini (22 aprile 1909 – 30 dicembre 2012) – scienziata
È stata una neurologa, accademica e senatrice a vita italiana, ha ricevuto il Premio Nobel per la medicina nel 1986 per le sue ricerche condotte negli anni ‘50 con cui scoprì ed illustrò il fattore di accrescimento della fibra nervosa. Oltre al Premio Nobel ha ricevuto diversi riconoscimenti: tra i tanti premi e le 14 lauree honoris causa vogliamo ricordare che nel 1963 è stata la prima donna scienziata a ricevere il Premio Max Weinstein, donato dallo United Cerebral Palsy Association per contributi eccezionali nel campo della ricerca neurologica. Inoltre, è stata la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia accademia delle scienze.
Thelma e Louise – Film
Due amiche, deluse ognuna a suo modo dalla vita, decidono di scappare insieme per un weekend di libertà , lontane da una relazione stanca e poco gratificante l’una, e da un marito soffocante e sessista l’altra. Storia dal risvolto tragico, esplora l’animo femminile in profondità.

Madame C. J. Walker
Per dirla in poche parole, è considerata la prima donna americana a diventare milionaria con le sue sole forze – insomma, una vera Cenerentola ma senza scarpetta di cristallo o principe azzurro. Fece la sua fortuna con una linea di prodotti per capelli dedicata alle donne nere, che portava proprio il suo nome “Madame C. J. Walker Manufacturing Company”. Potete vedere la miniserie ispirata alla sua vita Self-Made, basata sul libro “On Her Own Ground” di A’Lelia Bundles, su Netflix.
Artemisia Gentileschi (1593 – 1653) – pittrice
Pittrice di scuola caravaggesca, sconosciuta ai più, è degna di considerazione al pari dei più grandi pittori a lei contemporanei. Nelle sue opere, spesso ispirate a episodi famosi della Bibbia, compare prepotentemente e coraggiosamente la sua personalità ed esperienza di donna violentata nel corpo e nell’anima.
La sua arte e la sua vita, in particolare il processo a cui venne sottoposto il suo violentatore – e lei stessa come donna vissuta in un’epoca di profondo odio verso il suo genere – sono rappresentati egregiamente nel romanzo di Susan Vreeland “La passione di Artemisia“.
Fiabe in rosso – di Lorenzo Naia, illustrate da Roberta Rossetti
Fiabe in rosso è una raccolta di fiabe che hanno come protagoniste alcune tra i personaggi femminili più famosi ma con finali rivisitati. È un progetto che nasce proprio per sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne e gli stereotipi di genere, ri-narrando proprio alcune delle storie della tradizione. E quindi vediamo Biancaneve, Cappuccetto Rosso e Raperonzolo, per citarne alcune, ingegnarsi per salvarsi dalle proprie peripezie senza che sia l’intervento di un uomo a portare al lieto fine.

Mary Wollstonecraft – “A vindication of the Rights of Woman” ( 1792 )
Considerata la fondatrice del femminismo liberale, scrisse “A Vindication of the Rights of Woman” nel quale sostenne, prima di chiunque altro, e in un tempo in cui non si pensava neanche ai diritti femminili, che le donne non erano assolutamente inferiori per natura agli uomini, ma che il divario sociale tra donna e uomo è piuttosto da ricondurre alla diversa educazione a loro riservata nella società le pone in una condizione di inferiorità e di subordinazione.
“It is time to effect a revolution in female manners – time to restore to them their lost dignity – and make them, as a part of the human species, labour by reforming themselves to reform the world”.
“È tempo di compiere una rivoluzione nei modi di esistere delle donne – è tempo di restituire loro la dignità perduta – e fare in modo che esse, come parte della specie umana, si adoperino riformando se stesse, per riformare il mondo”.

Jane Eyre – Charlotte Brontë
Jane non è bella, non indossa abiti alla moda, è la classica istitutrice sciatta e insignificante; eppure è una donna coraggiosa, determinata, indipendente , a dispetto di quello che il suo aspetto esteriore può suggerire. Jane non accetta compromessi o imposizioni dettate dagli stereotipi legati al suo essere donna nella società vittoriana, e costruisce da sola la sua vita, passo dopo passo, decisione dopo decisione. A parer nostro, uno dei più bei personaggi femminili della letteratura inglese.

Hermione Granger – J. K. Rowling
Ci avete mai pensato? Se non fosse esistita Hermione Granger, Harry Potter sarebbe probabilmente morto nel primo libro, sbranato da Fuffy o strozzato dal Tranello del Diavolo. Lui e il suo amico Ron non avrebbero superato neanche la prima prova. Hermione è una ragazzina come tante altre, coi capelli disordinati e i dentoni, grande studiosa e con un cuore pieno di coraggio. Ah si, è anche una strega. Si destreggia con eccellenza tra pozioni e incantesimi e tira continuamente fuori dai guai i suoi due amici Harry e Ron. Nella saga di Harry Potter, Hermione non è la sola donna a fare la differenza, ma è sicuramente la protagonista femminile indiscussa delle vicende dei tre maghetti più amati del XXI secolo!

E quindi cari maschietti all’ascolto, risparmiatevi mimose e auguri e iniziate a rimboccarvi le maniche nella vostra quotidianità, perché ciò di cui abbiamo bisogno non sono le attenzioni di un giorno o un mazzo di fiori, ma di alleati al nostro fianco nella lotta per i diritti, tutti i giorni dell’anno.
La Principessa Disoccupata F. – con la collaborazione di R.

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