HEATHCLIFF APRI QUELLA FINESTRA CHE FA FREDDO

Chi è nato tra gli anni ’60 e ’70 o chi ha sorelle, zie, genitori appartenenti a quella classe non può non conoscere una delle hits più famose della fine degli anni Settanta. E chi è un amante di Cime Tempestose avrà probabilmente già capito di cosa sto parlando, perché non c’è fan del romanzo che non si sia trovato almeno una volta nella segretezza della propria cameretta a piroettare su quelle note. Era il 1978, io non ero minimamente nata e probabilmente i miei genitori nemmeno si conoscevano ancora ma quell’anno vedeva la luce “Wutering Heights” della meravigliosa Kate Bush.

Oggi abbiamo deciso di rendere questo posto un po’ più culturale, più impegnato. Si insomma abbiamo deciso di darci un tono. Quindi rispolverate gli scaldamuscoli e le tutine attillate, armatevi di fazzoletti e recuperate quella copia un po’ sciupata di Cime Tempestose dalla libreria.

Avevo tredici anni quando lessi per la prima volta Cime Tempestose, ero poco più che una bambina con due pere in crescita sul petto, qualche sporadico brufolo rosso sulla fronte, emanavo gli odori della preadolescenza e soffrivo le prime pene d’amore. Non mie. Reduce dalla lettura di Orgoglio e Pregiudizio un anno prima, decisi che era giunto il mio momento, quel titolo mi chiamava a se come una Sirena e quindi un giorno mi feci coraggio: estrassi il tascabile appartenuto a mia madre dalla libreria e lo aprii per la prima volta. Aveva le pagine ingiallite e profumava di buono, sapete quel profumo che hanno solo i libri vecchi, un po’ dolciastro ma piacevole. E soffrii. Tanto.

Quale giorno migliore se non questo per celebrare una delle storie d’amore più iconiche e sofferte della storia del romanzo?

Ammettiamolo, tutti i nostri problemi con le relazioni nascono dalle aspettative vertiginose prodotte da quegli eroi romantici di cui cadevamo inevitabilmente innamorate tra le pagine dei libri. E Heathcliff è uno di questi.

Il fatto che una ragazzina inesperta in materia amorosa finisca per innamorarsi di un personaggio come Heathcliff dovrebbe far suonare parecchi campanelli d’allarme nella testa di una persona normale, ma ahimè a tredici anni non si è in possesso del raziocino tale da comprendere la pazzia che si cela dietro alla figura di Heathcliff e che l’amore di cui soffrono i protagonisti di Cime Tempestose è tutto fuorché sano. La verità è che ci riempiono/amo la testa di eroi romantici fin dalla tenera età e ci convinciamo che quello di cui abbiamo bisogno è un amore tormentato, proprio come quello di Catherine e Heathcliff, un amore che ti travolge e ti distrugge, perché sia mai vivere nella tranquillità.

E quindi quante altre volte siamo finite nella tela del ragno, sperando di trovare quell’amore dannato, un amore che ci consumasse, pieno di passione e avventura e anche un po’ di pericolo – lo so che le più acute di voi hanno notato la deliberata citazione a Damon Salvatore perché si, anche lui era un po’ Heathcliff dentro.

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Dio benedica Damon Salvatore

Ma fidatevi di me e sedetevi belle comode perché è arrivato il momento di svelarvi un segreto: cercatevi un Linton che vi ami di un amore tenero e sincero, che vi regali rose, pony e cagnolini piuttosto che aspettare un Heathcliff pronto a rovinarvi l’intera esistenza – a voi e ai vostri eredi. E ricordiamoci che, come una lettura più attenta e matura suggerisce, il vero amore trionfa sempre, ma è meglio viverlo come la piccola Cathy e il suo Hareton, e non aspettare la vita eterna per poter coronare la propria felicità.

Siamo giunti alla fine di questo primo appuntamento letterario e non resta che augurarvi un buon San Valentino con la promessa di rincontrarci presto per parlare insieme di altri classici della letteratura che hanno rovinato le aspettative amorose di generazioni e generazioni – si caro Darcy parlo proprio di te.

Con la speranza di non avervi annoiate e avervi strappato un dolce sorriso, aspetto con impazienza commenti e consigli letterari per continuare questa nuova rubrica insieme.

Affettuosamente vostra, la Principessa Disoccupata, inguaribile sognatrice e un po’ (oggi di più) romantica, F.

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