QUANDO UN PENSIERO BUSSA ALLA PORTA

Ci sono dei momenti in cui è quasi impossibile esprimere ciò che passa per la testa, è un vortice informe di pensieri, per lo più cupi, rattristano l’animo, non ci si può far niente. 
E allora anche scrivere è complicato, perché tutto è così tremendamente confuso, le paure, i timori affiorano a galla in questo mare di parole senza senso, uno ci prova a trovare il posto a ogni lettera ma è difficile.

Ed è come affogare, si, proprio come affogare. E manca l’aria perché questi pensieri soffocano proprio, uno magari li aveva seppelliti in fondo, ci aveva costruito intorno un grosso muro, ma eccoli lì, sopraggiungono nei momenti meno aspettati, che so mentre si fa una passeggiata al parco, mentre si guarda un film che dovrebbe far ridere, e invece ci si ritrova a piangere. 

I miei pensieri arrivano di notte. La notte, un momento così magico ma che rende anche terribilmente vulnerabili. Il buio, così misterioso ma anche maledettamente spaventoso. L’ignoto. 

E io lo so di cosa avrei bisogno, io so quale è la cura, ora ho capito come fare a riprendere aria e non affogare. Ma ammetterlo è la cosa più difficile di tutte, perché significherebbe affrontare una di quelle paure. Ma vedi, io non avrei bisogno poi di chissà che. Mi basterebbero un paio di braccia, forti, le tue. Come quando mi abbracci, ancora ansimante dopo aver fatto l’amore, e io sto lì, nel mio personale rifugio, nuda dentro e fuori, indifesa ma al sicuro. 

In fondo non è chiedere la Luna, vorrei solo averti accanto quando sopraggiungono quei momenti e mi manca l’aria, vorrei che tu fossi ossigeno per me, che mi cullassi e mi accarezzassi i capelli. Voglio poterti mostrare le mie debolezze, voglio essere fragile e voglio essere rassicurata. E voglio che tu senta di fare lo stesso, mi farò grande e forte abbastanza da condividere i tuoi timori, le tue paure. Le mie braccia ti accoglieranno gentilmente e tu ti addormenterai sul mio seno. 

Allora saprò che non devo temere le notti in cui i miei pensieri verranno a farmi visita, perché ho te, pronto a farti carico dei miei pesi sulle tue larghe spalle. 

E allora, solo allora, saprò che è Amore.

La Principessa Disoccupata, F.

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